Corso di acquaticità bambini dai 2 ½ anni ai 5 anni

Acquaticità per i cuccioli: Perché?

Per "acquaticità" si intende il livello di benessere psicofisico raggiunto da un bambino dopo un percorso di ambientamento in acqua, che lo porti a stare a proprio agio, riconoscere e gestire il proprio corpo e adattarsi ai vincoli che le proprietà fisiche dell’acqua impongono. Un corso di cuccioli, quindi, non si pone come obiettivo l'apprendimento del nuoto, ma rappresenta un percorso indispensabile per la formazione acquatica. L'attività in acqua è una esperienza ludica attraverso cui il bambino rinforza il sistema cardio-circolatorio, respiratorio e l'apparato scheletrico, rinforza le difese immunitarie. Filo conduttore di questa esperienza è il gioco, l’acqua è lo strumento che stimola il suo sviluppo psicomotorio; arricchendo il bagaglio emotivo e percettivo Il gioco è il mezzo col quale il bambino esprime il proprio mondo, crea e trasforma la realtà, sperimenta e fa nuove conoscenze.  Tramite il gioco il bambino apprende regole, conosce il proprio corpo, vince lle paure, 
In acqua sperimenta e ricerca le stabilità motorie che saranno la base per attività quali camminare, correre, andare in bici. Si insegneranno i galleggiamenti, le immersioni, i liberi spostamenti con o senza galleggianti i primi atti respiratori, tutto attraverso una attività giocosa trascurando volutamente tutto quello che può essere considerato come approccio più tecnico all'attività che solo nella fase successiva verso i 6 anni verranno inseriti nell’attività dei corsi perché solo allora il bambino sarà in grado di assimilare tali concetti. Lasciare che l’azione venga ripetuta il tempo necessario per l’assimilazione è una tappa necessaria e indispensabile per la esecuzione del gesto motorio. La ripetizione dà sicurezza. Attraverso il contatto con l’acqua si è costantemente sottoposti a prove di abilità motorie in situazioni in cui tutte le parti del corpo devono offrire un contributo indispensabile. Il corpo in acqua galleggia , si muove ma deve tenere di conto che diverse sono le dimensioni dinamiche e quindi gli esercizi richiesti per lo spostamento e l’equilibrio devono subire necessariamente degli adattamenti continui a cui il bambino si deve adattare per poter stare in acqua. Quindi il gioco è per il bambino un veicolo di espressione, di emozioni e di sentimenti; contribuisce alla formazione della sua coscienza morale e sociale, lo stimola a trovare nuove e ingegnose soluzioni, e lo aiuta ad adattarsi all'ambiente che lo circonda, accrescendo la sua autostima e  favorendo la relazione e la socializzazione.

Comportamento da seguire

Evitare l’ingresso in acqua se non desiderato, stati di ansia o paure inespresse vanno comprese e superate attraverso il dialogo continuo e non con l’imposizione. Lasciarlo seduto sul bordo a giocare fino a quando non desidera spontaneamente entrare in acqua, aiutandolo nella scelta da prendere non e tempo buttato via.

Ogni bambino ha i propri ritmi e le proprie esigenze che vanno rispettate e sostenute ai fini di una buona riuscita della futura attività acquatica. È importante per il genitore non far prevalere l’ansia della prestazione.

Non limitare l’azione del bambino dando eccessiva protezione, ma non lasciare troppa autonomia che porta al disorientamento, al senso di abbandono. Il comportamento più efficace è quello del genitore che fornisce suggerimenti, aiuta il bambino, nella comprensione della risoluzione dei problemi; aiutando così anche l’azione metodologica dell’istruttore.

Non bisogna avere fretta! Non ci sono scorciatoie per insegnare al bambino a stare in acqua e a immergersi. Per arrivare all'obiettivo è necessario la ripetizione continua dello stesso stimolo sempre con proposte diverse  fino a quando il bambino non avrà liberamente deciso di "giocare" con l'acqua. Una immersione prematura del capo o di tutto il corpo può creare stati di ansia e paura che si traducono spesso nel rifiuto totale e nell'abbandono della attività.

Condividere le decisioni prese dall'istruttore durante l’attività, il bambino deve aver fiducia nel suo maestro e  il comportamento del genitore è fondamentale perché ciò accada.